Perizie e Consulenze

Iscritto al Collegio Toscano Periti Esperti e Consulenti dal 10 Giugno 2011 (numero di matricola 789) nello speciale Registro O. D. B. per le Discipline Tantra e Massaggio Tantra(com'è noto, il Collegio Toscano è uno dei due Collegi in Italia riconosciuto dal Ministero di Grazia e Giustizia)

In Tale veste, sono abilitato a redigere Perizie e Relazioni sia di parte che per conto di Tribunali.

Lo strumento della Relazione sta divenendo sempre più importante nel settore dei massaggi Tantra per coloro (e sono in molti) che pur promuovendo seriamente l'attività del massaggio e non altro, restano vittime dell'ignoranza della materia incappando in modo fin troppo semplicistico e quanto mai inopportune accuse o indagini per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Per quanti si trovano a dover fare i conti con circostanze di questo tipo, una relazione che spieghi dettagliatamente e con citazioni di fonti e soprattutto con ben motivate argomentazioni, può rivelarsi determinante. Così pure, per contro,  diventa Strumento utile per i Tribunali in quei casi dove effettivamente venga rilevata una attività di evidente ben altra natura rispetto al Massaggio Tantra che come appare evidente dalle relazioni fino ad oggi redatte, non ha niente a che fare con prestazione di servizi di natura sessuale.

La mia Iscrizione al Collegio è in specifico per le Discipline Tantra e l'esperienza maturata negli anni e la conoscenza profonda della materia mi ha permesso di predisporre già pregevoli Relazioni sulla materia. 
Poiché, il Collegio Toscano, è l'unico in Italia ad aver prevista questo specifico Registro ho di fatto competenza nazionale e per ciò posso intervenire in tutta Italia.

Ovviamente per ragioni di deontologia che di privacy non posso qui menzionare riferimenti ma mi è di grande piacere poter asserire che sono sempre più gli Avvocati sensibili e intenzionati a portare avanti l'accettazione del massaggio Tantra come Pratica da distinguersi da altre attività le cui connotazione è ben diversa per forma e contenuto. Inutile dire che per far ciò risulta indispensabile poter fare affidamento su delle relazioni specifiche (caso per caso) appositamente strutturate e motivate e supportate da ineccepibili assiomi per la realizzazione delle quali è indispensabile il supporto di un Consulente di indubbia esperienza ed a ciò espressamente qualificato. 

info e contatti

Massaggio Tantra e Legalità, è lo pseudonimo che ho dato il mio Studio professionale indipendente, un laboratorio di ricerca che prosegue la propria azione come prodotto esaustivo di una approfondita dialettica tra le professionalità del settore, magistrati e avvocati alle prese con la discussa materia.

Non credo sia un caso che le centinaia, forse migliaia di casi di accusa di presunto favoreggiamento e/o sfruttamento alla prostituzione nell’ambito dei Massaggi Tantra che evidentemente non hanno niente a che fare con tutto ciò, siano rapidamente liquidati con patteggiamenti o riti abbreviati in mancanza di un valido sostegno capace di chiarire l’abissale differenza tra un vero massaggio Tantra (Pratica che vanta millenni di Conoscenza avallata dall’ imponente letteratura in merito), e altre attività come spesso con troppa leggerezza vengono indicate in diversi capi d’accusa.

Questo non significa che non vi siano situazioni in cui dietro allo scudo del massaggio tantra si pratichino diverse e differenti attività.

Il mio Studio è fiero di aver fortemente supportato tali controversie legali ed è ragionevolmente consapevole che il complesso studio dei fenomeni, della informazione, della conoscenza approfondita delle regole, dei principi della Pratica e dei processi, fondati sul dialogo e sul confronto, tra le componenti, debba rappresentare la strada maestra per raggiungere una capillarmente diffusa Consapevolezza e che soltanto la piena Conoscenza degli Strumenti e della prassi potrà condurre ad una adeguata condotta professionale e ad una inequivocabile connotazione.

PERCHÈ AFFIDARE L’ INCARICO DI PERITO O CONSULENTE TECNICO .

Il giudizio di reato (per attività anche se per niente assimilabili a quelle delle tanto proliferanti quanto troppo spesso infondate accuse basate sulla confusione dei fini), è piuttosto frequente nell’ambito dei massaggi tantra e ciò, a causa della scarsa informazione e reale conoscenza della materia anche da parte dei migliori avvocati i quali, con tutta la buona volontà, non hanno avuto fino ad oggi la possibilità di poter contare sul supporto di Relazioni di comprovata ed innegabile autorità tali da sostenere le reale e concreta non attinenza di accuse troppo spesso semplicisticamente e ignorantemente lanciate.

Pratiche millenarie ben lontane dal grossolano per quanto involontariamente irriverente fraintendimento di scopi e finalità meritano una onorevole e opportuna difesa la dove in concreto esse siano state effettivamente praticate secondo i Principi e i dettami di riferimento.

Il ruolo dello specialista Perito Esperto e Consulente è sempre e comunque importante ai fini di una attendibilità sia per un magistrato che per la parte.

In tale campo, il Magistrato si avvale, di soggetti che assumono la denominazione di consulenti (del pubblico ministero o delle parti nel processo penale), di periti (del giudice penale), di consulenti tecnici d’ufficio (detti CTU, del giudice civile) e di consulenti tecnici di parte (detti CTP, delle parti nel giudizio civile).

Non è il caso qui di entrare nel merito di questi specifici termini tecnici nei rispettivi ambiti ed il termine unico “perizia/consulenza” per definire l’attività e gli elaborati di questi soggetti.

La consulenza tecnica d’ufficio e la perizia, con grandissima frequenza, costituiscono uno degli elementi fondanti il giudizio .

Proprio in considerazione di quanto precede, decidere se avvalersi di un perito o di uno specialista della branca di cui si discute è fondamentale, come ben noto agli operatori di giustizia ed a chi abbia comunque avuto a che fare con problematiche di accusa fuorvianti. Io stesso ahimè ne so qualcosa.

Le norme processuali civili e penali, nella loro funzione di regolazione e scansione del processo, prevedono istituti giuridici attraverso cui permettere l’ingresso del sapere tecnico all’interno della ricostruzione processuale dei fatti che caratterizzano la vicenda sottoposta al giudice. Attraverso il ricorso a soggetti qualificati il processo si arricchisce e permette di supportare il giudice, il pubblico ministero e le parti processuali, nelle conoscenze specifiche di ambiti specialistici e connotati da grande complessità .

IL PROCEDIMENTO PENALE

Preliminarmente alla disamina delle norme vigenti nella materia qui in discussione, va ricordato che il procedimento penale è suddiviso in due fasi:

- la fase delle indagini preliminari, durante la quale il pubblico ministero deve compiere ogni attività utile all’accertamento dei fatti, anche a favore della persona sottoposta ad indagini;

- la fase del giudizio, che può svolgersi nelle forme dei procedimenti speciali (giudizio abbreviato, giudizio immediato, del c.d. “patteggiamento” cioè l’applicazione della pena su richiesta delle parti, procedimento per decreto) o del rito ordinario, alla conclusione della quale il giudice deve decidere. In entrambe le fasi l’autorità giudiziaria (ma anche accusata) può avvalersi di uno o più soggetti qualificati per l’introduzione di conoscenze scientifiche nel procedimento.

Quando l’Esperto/Consulente dotato di specifiche conoscenze tecnico-scientifiche è nominato dal pubblico ministero prende il nome di consulente tecnico; quando è nominato dal giudice, di perito. Il pubblico ministero può nominare il consulente tecnico sia nelle indagini preliminari che nella fase del giudizio. Il giudice può nominare il proprio perito sia nella fase del giudizio che nel corso dell’incidente probatorio.

Le altre parti processuali possono nominare propri consulenti di parte sia in fase di indagini preliminari che durante il giudizio.

info e contatti

IL PERITO, IL CONSULENTE TECNICO ED IL LORO RUOLO

Non è qui la sede per approfondire i complessi dettagli di di QUANDO PUO’ ESSERE DISPOSTA LA PERIZIA o di COME VENGA SCELTO IL PERITO o la trafila che va DALLA NOMINA al DEPOSITO DELLA RELAZIONE, è però utile sapere se LE CONCLUSIONI DELLA PERIZIA SONO VINCOLANTI PER IL GIUDICE.

Il giudice è definito peritus peritorum giacché, in forza del principio del “libero convincimento”, può valutare liberamente i risultati dell’accertamento peritale. In tema di valutazione della prova, il presupposto della correttezza della decisione è costituito dalla motivazione che la giustifica. Da ciò deriva che il giudice può scegliere, tra le varie tesi prospettate dai periti e dai consulenti di parte, quella che maggiormente ritiene condivisibile, purché illustri le ragioni della scelta operata in modo accurato, attraverso un percorso logico congruo dimostrando, altresi’, di aver valutato le argomentazioni del perito e di non aver ignorato quelle del/i consulente/i attraverso un metodo rigoroso e razionale. (Analoghi principi valgono per il processo civile) .

Altrettanto utile è sapere

CHI PUO’ NOMINARE IL CONSULENTE TECNICO.

Il CTU può essere nominato da:

- il pubblico ministero Questi è limitatamente vincolato nella scelta: l’art. 73 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura penale dispone infatti che, di regola, il pubblico ministero debba scegliere il proprio consulente fra una delle persone iscritte negli albi dei periti. Nella prassi, frequentemente, si avvale di specialisti non iscritti all’albo atteso che la norma citata non impone alcun obbligo di motivare una scelta contraria.

- le parti private L’indagato, l’imputato, la persona offesa, la parte civile, il responsabile civile, il civilmente obbligato per la pena pecuniaria, sono libere di scegliere il proprio consulente.

 

IL CONSULENTE TECNICO D’UFFICIO SCOPO DELL’INCARICO AL CTU

Il consulente tecnico d’ufficio è un ausiliario del giudice, indipendente dalle parti, al quale viene conferito il compito di fornire le conoscenze tecniche necessarie per valutare o accertare un fatto. Nel primo caso (CTU cd. deducente) l’affidamento dell’incarico presuppone esaurita la raccolta delle prove in quanto ha per oggetto proprio la loro valutazione tecnica. Nel secondo caso (CTU cd. percipiente) l’incarico ha per oggetto anche l’accertamento delle situazioni di fatto che non possono essere rilevate se non con l’ausilio di particolari competenze di settore. Di regola, però, i fatti sui quali si fonda la domanda giudiziale vanno provati dalle parti e non devono essere direttamente accertati dal CTU, eccezion fatta per i casi in cui gli ordinari mezzi di prova siano insufficienti a dimostrare l’esistenza dei fatti stessi. In ogni caso, il CTU dovrà attenersi strettamente ai limiti dell’incarico conferitogli, omettendo di accertare unilateralmente fatti non espressamente demandati alla sua cognizione e limitandosi a vagliare quei fatti e situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento della domanda o delle eccezioni delle parti, da queste necessariamente devono essere provati.

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